Pagina Chi siamo del sito: come scriverla per il tuo locale
Chi non è mai stato nel tuo locale vuole capire chi c'è dietro il banco, in cucina o alla reception. La pagina Chi siamo serve a questo. Spesso viene scritta di fretta, con frasi che andrebbero bene per qualsiasi locale. Vediamo come farla in modo semplice e vero.
Perché serve una pagina Chi siamo?
Quando scegli dove mangiare o dormire in un posto che non conosci, guardi il menù e le foto. Poi vuoi sapere a chi stai affidando la serata o il weekend. Se prenoti un B&B, vuoi sapere se ti accoglierà una famiglia, una coppia o un gestore che vedrai solo al check-in.
La pagina non deve essere un romanzo. Deve rispondere a poche domande, con parole tue. Fa anche una cosa in più: ti costringe a mettere in ordine cosa rende speciale il tuo lavoro. Quel testo ti servirà anche per la bacheca, per il menù cartaceo e per quando qualcuno ti chiede di raccontarti.
Quali domande deve chiarire?
Prima di scrivere, prendi un foglio e rispondi a queste cinque domande. Anche con appunti sparsi.
- Chi siete? Nomi e ruoli, per esempio: Marco cucina, Anna sta in sala, Luisa pensa ai dolci.
- Dove siete? Il paese o il quartiere e cosa c'è intorno: la piazza, il mercato, il bosco, il lungomare.
- Cosa fate di diverso? Cose concrete: la pasta tirata a mano, il forno a legna, le uova del vicino, il pane che esce alle sei.
- Da quanto ci siete? Da quando esiste il locale e se è di famiglia, solo se ne sei sicuro.
- Cosa deve aspettarsi chi viene? Un'atmosfera da cena veloce, un pranzo lungo della domenica, un'accoglienza con la colazione fatta in casa.
Se hai risposto a tutte e cinque, la pagina è già scritta a metà. Ti basta sistemare le frasi.
Come scrivere senza frasi fatte?
Espressioni come passione per la buona cucina, ambiente accogliente o piatti genuini della tradizione non sono sbagliate. Il problema è che le scrivono tutti, quindi non dicono nulla di te. Ecco un test semplice: se puoi copiare la frase sul sito del locale accanto e resta vera, cancellala e metti un fatto.
Un esempio di prima e dopo, per una trattoria:
- Prima: Offriamo piatti genuini della tradizione in un ambiente accogliente.
- Dopo: La pasta la tiriamo a mano ogni mattina, nella cucina che vedi dalla sala. Il ragù cuoce per ore, con la ricetta della nonna di Luisa.
La seconda versione si può immaginare, si può verificare e fa venire fame. Scrivi come parleresti a un cliente al tavolo: frasi brevi, parole di tutti i giorni, nessun termine che non useresti a voce.
Meglio parlare in prima persona, con un noi o un io. Chi legge capisce che dietro c'è una persona vera e non un ufficio.
Quanto deve essere lunga e come si impagina?
Bastano tre o quattro paragrafi corti, ognuno con un sottotitolo chiaro, per esempio La nostra storia, Cosa cuciniamo, Come ti accogliamo. Molti clienti leggono dal telefono, magari in piedi o in viaggio. Un muro di testo si abbandona dopo due righe, mentre paragrafi brevi si leggono scorrendo con il pollice.
Alterna testo e foto: una foto ogni paio di paragrafi dà respiro alla pagina. Se vuoi vedere come si possono disporre testi e immagini in una pagina di presentazione, dai un'occhiata a un modello di sito per agriturismo, dove la storia del posto e le informazioni pratiche convivono senza appesantire.
Quali foto mettere nella pagina?
Qui le foto di piatti servono poco: hanno già il loro posto nel menù. Nella pagina Chi siamo funzionano meglio le persone e i gesti.
- Chi cucina con le mani nella farina, non in posa rigida con le braccia conserte.
- Chi accoglie sulla porta, con la luce del giorno.
- Il laboratorio, il forno, l'orto, il cortile: i luoghi dove nasce quello che offri.
- Un'inquadratura del locale vuoto e in ordine, prima dell'apertura.
Usa foto tue, scattate con il telefono in buona luce: vanno benissimo. Evita le immagini scaricate da archivi con sconosciuti sorridenti, perché i clienti se ne accorgono. E chiedi sempre il permesso a chi compare nella foto, collaboratori compresi.
Per chi gestisce un alloggio, la presentazione di chi accoglie conta ancora di più. Un modello come una proposta pensata per chi ospita in campagna mostra quanto spazio si può dare alla presentazione dei padroni di casa.
Quali errori evitare?
- Storie inventate. Se il locale esiste da pochi anni, dillo: una storia vera e recente vale più di una leggenda che qualcuno smentirà.
- Testo copiato da altri siti. Si nota subito, e non racconta te.
- Premi o riconoscimenti che non puoi dimostrare. Se non hai una prova a portata di mano, lascia perdere.
- Dati che invecchiano. Scrivere da tre anni qui funziona solo l'anno in cui lo scrivi. Meglio indicare l'anno di apertura.
- Pagina senza uscita. In fondo metti sempre telefono, indirizzo e un modo per prenotare, così chi si è convinto non deve cercare altrove.
Se vuoi ricontrollare anche il resto del sito, puoi partire da l'elenco di ciò che non deve mancare nel sito di un ristorante.
Come controllare se la pagina funziona?
Non servono strumenti. Bastano tre prove che puoi fare in dieci minuti.
- Leggila ad alta voce. Se inciampi o ti viene da ridere, riscrivi quella frase.
- Falla leggere a un cliente abituale e chiedigli: ti sembra di riconoscerci? Cosa manca?
- Aprila dal telefono e scorri fino in fondo. Il testo si legge bene? Le foto si caricano? Trovi subito come chiamare?
Rileggila ogni stagione, o quando cambia qualcosa di importante: un nuovo cuoco, una sala rinnovata, un orario diverso. Una pagina viva vale più di una perfetta scritta una volta sola.
Scrivi la pagina Chi siamo come racconteresti il tuo lavoro a un cliente seduto al tavolo: persone vere, fatti concreti, frasi corte. Se una frase potrebbe stare sul sito di chiunque, sostituiscila con qualcosa che solo tu puoi dire. Aggiungi due foto scattate nel tuo locale e hai già una pagina migliore della maggior parte di quelle che si leggono in giro.
Vuoi vedere il tuo sito rifatto?
Anteprima gratis in 48 ore: guardi come verrebbe il tuo sito prima di decidere.
Scopri come funzionaSito in 48 ore è un progetto finanziato da Eurhosting, che gestisce anche MailProfessionale.